04/09/2011
.....
...nessuno è più solo di chi prevede con molto anticipo quello che accadrà.
giampiero
aprile 1982
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08/08/2011
mio blog...
Sito a
Democrazia Limitata!
riservato a persone intelligenti che dispongono di sufficiente ironia e non si prendono troppo seriamente.
Diffido delle persone poco serie quanto quelle troppo seriose.
Fortunato il popolo che non ha bisogno di eroi (e uomini di idoli).
giampiero
p.s. sono antipatico a me stesso, non mi è difficile immaginare quanto posso esserlo agli altri.
Nella pubblica amministrazione, in politica, in parlamento, fino alle più alte cariche dello stato. Persone democratiche, competenti, capaci, oneste, non ricattabili. Gli alieni.
Il politico.
Il politico deve essere eletto. Il politico dovrebbe proporre e attuare cose giuste per tutti e quindi essere imparziale (a volte anche impopolare). Se fosse imparziale (impopolare) non riceverebbe preferenze (voti) e quindi non potrebbe essere eletto. Per essere eletto deve elargire privilegi (o almeno farlo credere).
Lascio a voi le conclusioni.
non c'è giorno nel quale l'italiano onesto non venga umiliato dal potere politico o economico o religioso.
I delinquenti sono ovunque, in tutti i paesi, questione di percentuali: mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita, usurai, corrotti e corruttori, falsi invalidi, evasori fiscali (totali e parziali). Nepotismo, raccomandati incapaci, finanza creativa, strumenti finanziari, sub prime, derivati, libero mercato (nel quale il forte sbrana il debole). Apparati dello stato, delle regioni, consulenti.... completamente inutili se non per essere serbatoi di voti. Carceri sovraffollate, finanziamenti a pioggia per opere pubbliche: ospedali costruiti (alcuni anche attrezzati) mai finiti tanto meno aperti, dighe e strade nel deserto pagate dai contribuenti, sindacati che difendono parassiti a danno dei lavoratori, la scelta demenziale dei pre pensionamenti: un esercito in pensione all'età da 36/45 anni per lavori tutt'altro che usuranti, che da decenni oltre a percepire la pensione lavorano in nero, 1900 miliardi di debito pubblico in eredità per le nuove generazioni.....
ci possiamo consolare con i "francescani" del vaticano.....! ?
I deboli? Gli onesti? Quelli che malgrado tutto fanno il proprio dovere?
Non ci sono alternative alla democrazia, ma questa fa veramente........
giampiero
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31/07/2011
hai voglia di fare capricci?
01:47 Scritto da: giampierozenit in pillole... | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: giampiero gibelli | OKNOtizie |
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27/07/2011
io nonno:
Oggi la fortuna é di avere nipoti adorabili.
Domani potrebbe essere quella di morire prima che diventino str.... ![]()
giampiero
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26/07/2011
Gentile Signora
non ho idea di chi lei sia e dubito che avrò un'altra occasione per incontrarla.
Ho avuto modo di vederla una sola volta e per un istante, il tempo che lasciasse il parcheggio, non per cortesia ma solo perché doveva andare via. Ingenuamente o perché le probabilità di trovare posto sotto casa sono quasi nulle, l'ho ringraziata. In risposta ho ricevuto un: “e di cosa”? Approfitto di questo spazio e anche se a lei sembrerà ancora una volta senza senso le ripeto qui il mio “grazie”, non per il parcheggio ma per il sorriso che rimane l'unica cosa che ho potuto vedere di lei.
giampiero
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10/07/2011
Da vecchi pallets destinati al macero:
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18/05/2011
mi piace e non mi piace:
mi piace:
intelligenza, sincerità, modestia, altruismo... timidezza.
non mi piace:
arroganza, supponenza, ostentazione... ma sopratutto la stupidità di alcune persone che per istruzione e cultura si credono intelligenti per conseguenza (e non sono poche).
Sono stato e sarò sempre in difesa dei deboli ma non degli stupidi.
giampiero
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23/01/2011
Profonde...
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04/01/2011
per fortuna...
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21/12/2010
io e le donne...
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18/12/2010
....
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16/11/2010
Maurilio
Maurilio era un uomo magro, non alto, ossuto ma non gracile, sposato con una donna fisicamente e caratterialmente forte. Addetto alla manutenzione delle attrezzature lavorava praticamente senza sosta dall'alba al tramonto nella grande falegnameria nella quale giocavamo praticamente ogni giorno assieme ai suoi due figli, al figlio del proprietario e qualche altro amico. Non avevo mai visto Maurilio immobile. Un giorno lo trovai seduto sul muretto che separava la strada dal torrente (quasi sempre in secca) di fronte alla falegnameria. Era un fatto del tutto anomalo. Mi avvicinai lentamente quasi temessi di disturbarlo e mi sedetti sul muretto a circa tre metri da lui. Nel silenzio ascoltai Maurilio parlare sottovoce tra se ma forse anche nel desiderio di essere ascoltato da qualcuno, fosse anche da un bambino quale ero. Sempre vestito modestamente non aveva ambizioni di alcun genere, ancor meno nell'abbigliamento. Parlava dell'acquisto di un paio di scarpe che, per quanto economiche, sua moglie gli aveva negato perché probabilmente incidevano sul bilancio famigliare. Si capiva che non stava bene e le sue riflessioni erano un amaro bilancio della sua vita. Ormai malato morì di tumore dopo poco tempo. Non ho mai dimenticato quest'uomo.
Addio Maurilio
giampiero
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28/10/2010
....
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08/09/2010
anche noi...
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22/07/2010
ricordi...
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07/08/2009
non si può piacere a tutti...
...figuriamoci a me,
ti sembro uno che si accontenta?
i maschi si possono dividere in 4 categorie:
- uomini
- omuncoli
- ominicchi
- quaquaraquà
Un giorno il mondo si sveglierà accorgendosi che l'importante non è solo vincere ma "come"
e sarà un mondo migliore.
Verità: materia quasi estinta riservata a pochi eroi disposti ad accettarne le conseguenze.
E' possibile che il mondo sia degli ottimisti. Certamente non è degli illusi.
Non ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a risolvere problemi. Mi basta non avere nessuno che me li crei.
Lo stupido non cambia mai idea...
il cretino sempre.
Ne consegue che la coerenza sia un concetto astratto.
giampiero

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31/07/2009
credo...
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09/07/2009
Lasciate ogni speranza o donne...
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12/06/2009
Liguri...
Liguri, che gente...
...abituati da sempre a lottare in una terra aspra con monti a ridosso del mare. Rari spazi ai quali strappare frutti con ingegnosi e faticosi terrazzamenti. Navigatori mai domi, primi conoscitori di altri popoli e ospitali nei loro porti. Spendono ma non sprecano. Sorprendentemente generosi con discrezione (vedi Telethon). Orgogliosi, dignitosi, di poche parole, concreti e avversi a ogni ostentazione. Coscienti che non si può scegliere di chi innamorarsi e sovente neppure a chi voler bene. Quando accade che entrambi i sentimenti siano indirizzati alla stessa persona a volte concedono fiducia a chi non la merita e non avrebbe motivo di mentire ma come i fiammiferi si lasciano fregare una sola volta. Il rispetto della legalità gli conviene in tutti i suoi aspetti. L'amicizia di un Ligure non è scontata, si conquista ed è per la vita. La sincerità una componente irrinunciabile.
Privilegiano l'intelligenza e non amano chi pratica la furbizia.
giampiero
(un ligure orgoglioso che sa di non essere perfetto)
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31/05/2009
indirizzata...
...a donne che hanno la sensibilità di un caterpillar movimento terra (per fortuna una minoranza) e a quelle che ce l'hanno in saldo tutto l'anno:
avete messo in competizione due o più imbecilli per conquistarvi.
Sappiate che nessun uomo che abbia dignità si batterà per voi.
Questa sfida l'avete già persa poiché rimarrete sole...
o in compagnia di un imbecille.
giampiero
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23/05/2009
Mantide...
...lo sapevamo entrambi che non sarei sopravissuto alla seconda (ma quanto ..zz. durano le tue scopate!?). Stai andando in chiesa (ma...se non ci andavi mai) con i soliti occhiali scuri che porti anche quando piove e completi l'occasione indossando qualcosa di nero.
Il prete ti ha vista inginocchiarti al confessionale (incredibile, ma... sei proprio tu?):
"Padre, ho peccato"
"Dimmi figliola, è grave? (la chiama pure figliola!?)
"Si padre"
"Dimmi"
"Ho commesso un delitto"
"Che genere di delitto?
"Omicidio sessuale"
"Spiegati meglio figliola"
"Non ho saputo... potuto resistere. La tentazione era troppo forte"
"??"
"Si... era un seduttore... ma io..."
"Tu cosa figliola?" (intanto il prete non è più così eretto... sul busto intendo, ma leggermente curvato verso di lei, come se volesse avvicinare l'orecchio alla grata"
"io avevo in programma anche la terza, pur sapendo che probabilmente sarebbe ........ a metà della seconda"
"Ma... figliola!"
"Si padre..." (solo la grata può nascodere il godere nella sua espressione ma non quello del tono della voce)
"Ti rendi conto che si tratta di.... omicidio?"
"Si padre... ma... l'aspetto peggiore è che non riesco a pentirmene"
"Per quale motivo? Cosa ti aveva fatto quell'uomo?"
"Nulla di male padre anzi... era solo più anziano di me"
"..........."
"La prego padre; mi dia una penitenza esemplare" (e qui il suo godere diventa evidente non riuscendo a trattenere un mugolio di piacere)
"..........."
"La prego"
"Non mi viene in mente un castigo adeguato. Vista la natura del peccato per il momento usa il cilicio per fustigare energicamente i tuoi glutei fino a che sanguineranno."
"Grazie padre, lo farò."
Dopo il commiato di rito, tornando a casa la "Peccatrice" decise che come morfificazione della carne era meglio schiaffeggiare una bistecca anche perchè al funerale doveva essere in splendida forma. Non c'era molto tempo e si doveva studiare come far sapere "tutto" alle amiche senza dirlo direttamente, le quali (oltre a rosicare d'invidia) avrebbero a loro volta informato mariti e amanti e lei avrebbe avuto su di se gli occhi di tutti i loro uomini.
Forse la vicina di casa che origliava continuamente poteva essere utile.....
giampiero
22:44 Scritto da: giampierozenit in pillole... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: zenitsulmare, giampiero, zenitsulmaregiampiero, giampierozenitsulmare | OKNOtizie |
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01/03/2009
donna...
Ti osservo dormire...un sonno profondo, rigenerante, quasi infantile... meritato...Non voglio disturbarti in alcun modo, i miei passi sono silenziosi...felpati. Non ho bisogno della luce per muovermi, è sufficiente il chiarore che filtra attraverso le tende...il silenzio è totale, la città…dorme...ho tutto il tempo per pensarti senza distrarmi...Mi piace guardarti nel tuo sonno, vegliare su di te, proteggerti a tua insaputa, immaginarmi cavaliere senza paura, forte e discreto...Il lenzuolo candido che ti ripara dall'umidità della notte non nasconde la tua femminilità...
Malgrado il tuo viso sia in ombra, le forme che si intuiscono non consentono dubbi sul tuo sesso...il braccio sinistro sotto il cuscino, il destro abbandonato sul letto accenna un dolce angolo...Penso al seno compresso dal pur lieve peso del tuo corpo...ingenuamente mi preoccupo, ho l'impressione che possa farti male, vorrei sollevarti leggermente per impedirlo...il tuo corpo sagoma il lenzuolo come una scultura, scende dolcemente sulla vita per poi gonfiarsi sui fianchi, segue fedelmente le tue forme come opera di un abile sarto...I miei occhi si abituano sempre più al buio, permettendomi di vedere il tuo viso, ha un'espressione serena, un accenno di sorriso, leggero, sincero, spontaneo come quello di una bambina...Stai sognando, ma nel tuo sogno ci sono anch'io...potrei svegliarti e prenderti, subito! Ne saresti felice...Ti volti lentamente nel sonno scoprendoti, e ogni volta mi sorprendo per quanto ti ami e ti desideri...
L'alba è vicina, l'attesa dolce...
Domani sarà… un'altra notte...
giampiero
09:50 Scritto da: giampierozenit in sentimento | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare | OKNOtizie |
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23/02/2009
mio mare...

...se l'essere umano non fosse altro che un parassita nell'immensità dell'universo? Da come si comporta non mi sento di escluderlo.
16:06 Scritto da: giampierozenit in pillole... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: zenitsulmare, giampiero | OKNOtizie |
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09/02/2009
primo incontro...
09:38 Scritto da: giampierozenit in sentimento | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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centro commerciale...
Centro Commerciale: ore 13.50
Il reparto abbigliamento è situato al piano terra. I clienti sono pochi e svogliati, le commesse annoiate. Lia sembra aver trovato un capo che le piace, mi chiama per farmelo vedere e insieme ci avviciniamo alla zona riservata alle prove. La porta del box è ad un solo battente senza molla di richiamo, tagliata sopra e sotto. Chi si trova all’interno può essere visto solo dalle spalle in su e da metà tibia in giù. Mi aggiro nelle vicinanze mentre Lia si spoglia, tanto so che mi chiamerà per chiedere la mia opinione sul capo. Pochi istanti dopo la sento pronunciare il mio nome e mi avvicino al box. Apre il battente e mi guarda con espressione interrogativa, ha tolto i pantaloni neri e indossato la minigonna blu presa in prova. La gonna la fascia perfettamente senza peraltro essere stretta, quasi una seconda pelle. Trovo che l’insieme sia esente da critiche, non tanto la minigonna quanto quello che c’è dentro e comunque non le permetterei di scegliere qualcosa di non adatto. Si gira lentamente specchiandosi da ogni angolazione e godendo del mio sguardo. Decidiamo per l’acquisto, non le rimane che cambiarsi per indossare nuovamente i pantaloni. Mentre si sfila la gonna avvicino il battente allo stipite, Lia evita di azionare il chiavistello rassicurata dalla mia presenza e dalla certezza di non essere vista da nessuno tranne me. Tutto sommato è una giornata noiosa e sento la necessità di vivacizzarla un po’. Sono piuttosto alto e posso osservare Lia oltre il battente con assoluta facilità. Indossa solo la maglia e uno slip sgambato bianco di pizzo che la fascia come un guanto nascondendo ben poco e comunque quello che non vedo lo conosco bene. Lia si accorge che la sto osservando e dal mio sguardo intuisce il desiderio...ma non solo: sa che ho qualcosa in mente. Mi sorride con complicità consapevole della sua avvenenza ma non immaginando cosa sto per fare. Apro il battente quel tanto che basta per farmi entrare e lo richiudo alle mie spalle, Lia ride pensando ad uno dei miei soliti scherzi ma prima che possa formulare una frase infilo le mani ai lati dello slip sfilandoglielo fino alle ginocchia. I suoi glutei sono bianchi, sodi e la reazione scontata: “Sei pazzo?Qui?Che vuoi fare?”. Approfitta dello specchio per guardarmi negli occhi e capire che non scherzo, cerca debolmente di convincermi a desistere: “Finiremo in Questura” e io “Chisenefrega”, la mia determinazione è evidente. Nel frattempo mi sono liberato parzialmente degli indumenti in eccesso, ho invitato Lia ad appoggiarsi alla spalliera della sedia di servizio in modo da potersi proporre nella posizione che mi facilita il penetrarla. Una commessa sulla trentina si sta avvicinando casualmente ai box e il suo sguardo si posa su di noi senza particolare curiosità almeno fino a quando non apro volutamente il battente di circa 40cm. permettendole di vedere quanto sta accadendo all’interno. Lia mi ripete debolmente (e con sempre minore convinzione) che sono pazzo, ma questo sembra eccitarla e adesso ci stiamo godendo l’amplesso senza alcuna intenzione di interromperlo rimandando ogni possibile preoccupazione per le conseguenze. La commessa guarda inizialmente e distrattamente senza vedere, poi quasi incredula, quindi scandalizzata, indecisa sul da farsi, prende tempo, si guarda intorno, torna a guardare noi, non sa che atteggiamento assumere, non vorrebbe attirare troppo l’attenzione, oltretutto siamo clienti conosciuti anche senza essere in particolare confidenza con il personale. Intanto, molto lentamente, data la scarsa affluenza di clienti, si sta avvicinando anche la responsabile del reparto, una signora piacente sulla cinquantina, non troppo appariscente, elegante ma senza ostentazione. La commessa, per scaricarsi ogni responsabilità, decide di essere zelante e sussurra alla signora in arrivo quanto sta avvenendo nel box. Non appena lo sguardo della responsabile si volta dalla nostra parte aumento di altri 10cm. l’apertura del battente in modo che non ci siano equivoci su quello che sta accadendo né sull’ intenzione di non nasconderlo. L’evidenza delle mie intenzioni, il fatto che sia conosciuto in città come persona irreprensibile (divagazioni sentimentali a parte), il “candore” nel far partecipare anche loro almeno visivamente, le rende titubanti. E’ sufficiente guardarle per intuire i loro pensieri: la commessa finge di essere scandalizzata, mentre la responsabile del reparto vorrebbe far valere la propria autorità senza attirare troppo l’ attenzione e tanto meno sollevare scandalo con il rischio di perdere clienti (noi compresi). Non posso nascondere che nel mio progetto era compresa anche questa eventualità, rendendone accettabile il rischio. Le due donne continuano a consultarsi e fingendo indifferenza si guardano attorno, ma senza rinunciare ad osservare anche noi, e ogni volta che accade, mi assicuro che vedano Lia che sta godendo, e io con lei…La situazione si sviluppa, la responsabile sembra aver preso una decisione, la commessa si allontana (si direbbe a malincuore), mentre lei si avvicina lentamente quasi a voler impedire il passaggio ad una cliente che si sta avvicinando a quella zona. La mia sfacciataggine nel farci vedere in quella situazione senza neppure chiudere il battente sembra sorprendere la signora ma nel frattempo la rende complice. Adesso ha recuperato il controllo e si avvicina sempre più. Quando si trova a circa tre metri da noi, si ferma e girando su se stessa ci volta le spalle, coprendoci intenzionalmente alla possibile vista dei clienti. A quella distanza siamo in grado di sentire distintamente la sua voce un po’ seccata: “Almeno sbrigatevi….”.
giampiero
09:35 Scritto da: giampierozenit in eros soft | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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la scommessa....
Ogni volta che accenno all'intento di sculacciarti come si fa con una bambina, ottengo una reazione immediata, ti volti di scatto freddandomi con un secco e categorico: "Scordatelo". Sorrido alla tua risposta, irritandoti ancora di più. Ti ho promesso che prima o poi lo farò, e ci riuscirò senza (naturalmente) usare la forza. Pianifico la strategia, finché un giorno si presenta l'occasione propizia per attuarla. Infatti, nel mezzo di una discussione che ci trova su posizioni opposte, viene fuori una scommessa. Sei così sicura di te da accettare qualsiasi pegno. Colgo il momento, e preciso le condizioni: nel caso perdessi, ti sculaccerei, e non dovresti opporre resistenza; al limite ti concederei una difesa verbale, con possibilità di "esaminare" un eventuale baratto del pegno con un altro di mia scelta o da te proposto, sapendo a priori (e qui baro un pochino) che non accetterei nient'altro in cambio. Passa qualche mese prima che si ripresentino le condizioni adatte, ma un giorno avviene quello che per te era del tutto imprevedibile: hai perso la scommessa! Fingo di non ricordare il pegno, anche se noto in te una malcelata inquietudine. Mi limito ad osservare il tuo leggero imbarazzo giocando al gatto con il topo, con la certezza che del pegno non farai cenno. So bene quanto sei furba, ma decido di non essere da meno. Aspetto qualche giorno e osservo diminuire la tua preoccupazione. Quando ormai sono certo che pensi d’averla fatta franca, ti ricordo (con finta noncuranza) il mio "credito". Non so se riesco a nascondere il piacere nel vedere la tua reazione, tuttavia faccio del mio meglio per non intervenire durante il tuo monologo. Mi rivolgi insulti ed invettive, hai intuito che la mia attesa era calcolata; mi guardo bene dal confermarlo. Ti sfoghi in questo modo per un bel pezzo, irritata ancora di più dal mio silenzio, dal quale cerco di non
far trasparire alcuna emozione. Qualunque cosa mi dici, mi limito a sorridere lievemente. Conoscere bene il tuo orgoglio mi da un notevole vantaggio, non ti rifiuterai di "saldare". Dopo una lunga pausa di silenzio cambi tattica, decidi di tentare la maniera morbida. Mi ricordi che ti ho concesso un "tentativo" di cambiare il pegno: confermo. Da quel momento mi proponi tutto quello che un uomo vuole sentirsi offrire in camera a letto. Faccio trasparire il mio interesse crescente diluito nel tempo, in modo da stimolare il più possibile la tua fantasia. Quello che ascolto mi da un piacere simile all'amplesso. Il modo in cui lo dici, raffinato, ricco di particolari, sicura del tuo fascino, della prorompente femminilità e del potere che questa esercita su di me. Esalti le tue forme muovendoti sapientemente, voltandomi le spalle per un attimo (facendolo sembrare casuale) sbottoni la camicetta in modo da rendere visibile parte del tuo stupendo seno. Resisterti è una tortura, tuttavia mi sono preparato da tempo a fronteggiare le tue "avance". Esaurito il repertorio che sembra interminabile, e sempre piacevolmente sorprendente, sicura che gli "argomenti" siano una tentazione alla quale non posso resistere, vedendo crescere il mio desiderio, credi di avermi convinto a desistere dal mio progetto. Rimango in silenzio per qualche minuto, in modo che tu, nella consapevolezza del tuo potere di seduzione, possa assaporare il piacere della vittoria. Dopo averti lusingata con i migliori aggettivi di cui sono capace e aver esaltato al massimo la tua avvenente femminilità, sottolineando che nessun uomo sano di mente si sognerebbe di rinunciare, e vedendo crescere il tuo trionfo ad ogni mia parola, ti confermo tuttavia lamia irremovibilità nel realizzare il progetto originale. Schivo a stento un posacenere di cristallo che si frantuma in mille pezzi contro la parete. I tuoi occhi mandano ogni sorta di segnali minacciosi. Sono troppo impegnato ad evitare gli oggetti che arrivano come proiettili nella mia direzione, per recepire gli insulti e gli epiteti che mi rivolgi. Quando ti fermi esausta, facciamo un rapido bilancio dei anni e ci scambiamo finalmente un prudente sorriso di tregua. Tuttavia il tuo "problema" non è affatto risolto, così, rimanendo a qualche metro di distanza, e sollevando la gonna ti offrì affinché metta in atto quanto stabilito. Naturalmente rifiuto il modo e il momento. Ti ricordo che non è questo il comportamento che si
addice ad una signora e tantomeno la dinamica nella quale si consuma il "rito". Stabilito anche che, essendo il vincitore, sono io a condurre il gioco. La tua espressione è tornata a passare dallo stupore all'ira. Non trovi il modo per venirne fuori, e dentro di te, maledici il momento in cui ti sei impegnata, meditando ogni sorta di vendetta. Ci conosciamo a sufficienza da sapere entrambi che questa "cerimonia" non si esaurisce con i tuoi glutei leggermente arrossati. Il gesto in se allude alla supremazia ancestrale del maschio sulla femmina, facendomi apparire come un maschilista (a torto, visto che non lo sono). Tuttavia, nella fattispecie, appaga il mio orgoglio di vincitore (Probabilmente se avessi vinto tu la scommessa mi avresti fatto vestire da donna). Facendo leva sulla nostra abituale correttezza nel mantenere gli impegni, e precisando (imprudentemente) che potrei non mantenere i miei in futuro in una situazione analoga, ma a mio svantaggio, ribadisco con fermezza che gestirò io "l'esecuzione della sentenza". Trascorre una settimana nella quale facciamo l'amore ogni giorno scrutandoci negli occhi come a volerci impossessare l'uno dell'altra. La passione non è mai stata così coinvolgente, il desiderio così insaziabile. Intanto seiritornata a cullare l'illusione che abbia rinunciato a "riscuotere". Ti osservo uscire dalla doccia, felice, appagata dalla tua bellezza e dal desiderio che leggi nei miei occhi, non ti sei curata di coprirti come fai d'abitudine per togliere l'umidità residua dalla pelle. Sei estremamente seducente, lo sai, e sfrutti le tue armi fino in fondo, sicura di te, quasi invulnerabile. E' il momento adatto. Ti dico con calma che devi pagare il tuo "debito". In un primo momento pensi che io scherzi. Mi guardi a lungo cercando di intuire i miei pensieri, poi, senza rancore ma con aria di sfida, convinta, che non abbia il coraggio i mettere in opera il mio intento, che non potrei violare tanta bellezza; ti consegni. Prima ti faccio sedere sulle mie ginocchia, i tuoi occhi non abbandonano i miei, cercando di controllare i miei pensieri. Poi con dolcezza faccio in modo che ti volti, appoggiando il ventre sulle mie gambe, la testa a sinistra le gambe a destra, a formare un angolo retto che cede al mio sguardo la tua parte più intima, esposta e vulnerabile. I tuoi capelli umidi sfiorano il pavimento, e i tuoi occhi, che non mi abbandonano mai, ti costringono a tenere la testa girata verso di me in una posizione che deve essere piuttosto scomoda. Tuttavia non rinunci a trasmettermi quel messaggio di sfida. Adesso il tuo guardo è un misto di amore/odio i tuoi occhi ancora increduli penetrano i miei convinta fino all'ultimo che non "oserò". Sostengo ancora per qualche attimo la sfida, poi trasferisco la mia attenzione sui tuoi glutei, e sulla parte più intima incorniciata dal vello setoso che mi eccita, indebolendo la mia determinazione. Per un attimo sembri riacquistare sicurezza vedendo che ti osservo in un posto così desiderabile, e pensi che non lo violerò. Ho immaginato a lungo questo momento, e non desisto. Comincio ad accarezzare dolcemente le tue natiche, disegnandone i contorni, le mie mani si modellano su di loro in modo da aumentare il più possibile la superficie di contatto. Fremi indecisa, tra il piacere e la diffidenza, le mie dita si insinuano sulla superficie delle tue fessure, senza violarle, ti accarezzo dolcemente, senza fretta. Poi improvvisa, inaspettata la prima sculacciata, non violenta, ma decisa, con il palmo della mano, le dita unite a formare una superficie omogenea, accurata, tanto nell'esecuzione come nella zona da colpire, rigorosamente dove finiscono i glutei e inizia la zona posteriore delle cosce, facendo bene attenzione ad interessare anche il tuo sesso, il tutto in un solo atto. Adesso a tua espressione è incredula, ma prima che tu abbia il tempo di modificarla hai già ricevuto la seconda sculacciata, esattamente identica alla prima. Non può essere un caso, che il contatto avvenga proprio in quella zona, e mentre lo pensi arriva la terza poi la quarta.... Il tuo bel viso è decisamente più rosso delle tue natiche anche perché i miei colpi sono tutt'altro che violenti, ma i tuoi occhi sono autentica brace con l'evidente desiderio di incenerirmi. Il tuo disappunto raggiunge il massimo quando (come avevo previsto) cominci a provare piacere, e non puoi nasconderlo. La tua zona più intima si inumidisce sempre più, senza che tu possa controllare il godimento imprevisto che ti dà. Da quando ho iniziato a sculacciarti non abbiamo pronunciato una parola. Tutto quello che mi hai promesso in cambio del pegno avviene ugualmente,forse di più. Facciamo l'amore in silenzio, guardandoci con golosità crescente, poi con ingordigia quasi a volerci mangiare per possederci meglio, complici inseparabili nella irripetibilità del momento.
Non parliamo mai più dell'episodio, né io manifesto l'intenzione di replicarlo, ma per lungo tempo leggo nei tuoi occhi il desiderio inconfessato che si ripeta....
giampiero
09:33 Scritto da: giampierozenit in eros soft | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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preludio per una notte...
....ho accarezzato la parte esposta del tuo corpo senza fretta...il sole è tramontato, è l'imbrunire. Ti invito a sdraiarti sul ventre, il viso adagiato sul lato destro, le braccia piegate sotto il cuscino, le gambe appena divaricate. Indossi soltanto lo slip candido, semplice e un po' "demodé" che preferisco. Sei assolutamente rilassata, fiduciosa, le palpebre chiuse. Le labbra accennano un lieve sorriso. Adagio lentamente le forbici sulla tua schiena all'altezza della vita. Al contatto con il freddo del metallo apri gli occhi, ti irrigidisci appena ma sai benissimo che non farei mai nulla che potrebbe dispiacerti e trascurando la natura di quell'oggetto misterioso ti abbandoni nuovamente ai tuoi dolci pensieri consegnandoti fiduciosa ai piaceri imprevisti che ogni volta so procurarti. Infilo l'indice delle mani sotto i bordi dell'unico indumento che indossi disegnandone lentamente i contorni, sollevi leggermente il ventre dal letto nell'intento di agevolarmi credendo che voglia finalmente liberarti da quell'ultima porzione di stoffa che ci impedisce la totale intimità. Faccio scorrere con esasperante lentezza le mie dita sui lati dello slip affinché convergano nel punto più sensibile ormai pulsante di desiderio. Dolcemente sollevi ancora i glutei come ulteriore invito a togliere definitivamente l'indumento. Le mie dita si toccano, si affiancano, ti accarezzano delicatamente nel punto più intimo, quindi si sovrappongono e mentre il mio dito sinistro continua ad accarezzarti il destro abbandona a malincuore il piacevole contatto, ma solo per consentire alla mano di prendere le forbici, accostare una lama al dito sinistro e tagliare in un'unica soluzione lo slip nel punto più stretto. Il triangolo di stoffa che copriva parte dei glutei e nascondeva alla mia vista ciò che tu eri impaziente di mostrarmi si ritrae in vita, lasciando scoperte quasi a sfidarmi in tutta a loro eccitazione quelle che appaiono come rose sbocciate di desiderio....
giampiero
09:32 Scritto da: giampierozenit in eros soft | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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MonteCarlo ore 04.00...
MonteCarlo ore 04.00
Amicizie di vecchia data e conoscenze mi obbligano a frequentare luoghi e ambienti ai quali non ambirei se non fosse per impegni professionali.
Dal portoncino del Casinò, non troppo visibile dall'ingresso principale, si accede tramite un ascensore alla sala privata riservata a chi dispone di capitali e crediti consistenti. Esce una coppia in abiti impeccabilmente eleganti ma leggeri che stonano con la temperatura esterna. Imperscrutabile anche a uno sguardo attento stabilire se la dea bendata li abbia favoriti; sono belli, giovani dall'aspetto benestante di chi è li per sfidare la fortuna senza poi cambiare umore più di tanto comunque vada. Parole sussurrate... sguardi complici... sorrisi... un lungo bacio li unisce incorniciati e illuminati dall'acqua argentea della fontana che ricadendo nella grande vasca genera l'unico suono nella notte.
Molte volte mi sono ritrovato solo a camminare per le strade lucide di questa città opulenta che disponendo di mezzi economici altrove inimmaginabili ricerca ossessivamente un'eleganza che mai avrà, alzando ogni volta il limite e riuscendo a stupire esclusivamente per l'ostentazione.
Ma è solo un attimo... quello che mi circonda m'interessa poco, i miei pensieri sono solo per lei, la donna che nella sua semplicità ha brillato molto più di tutte queste luci....
giampiero
Vecchio Frak
è giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenziose
un'ultima carrozza cigolando se ne' va
Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo
dorme tutta la città
Solo va un uomo in frak
Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilè
un papion, un papion di seta blu
S'avvicina lentamente
con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove va
chi mai sarà
quell'uomo in frak
Buon nui, buon nui, buon nui, buon nui
Buona notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va
E' giunta ormai l'aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città
la luna si e' incantata
sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà
Sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore e un frak.
Galleggiando dolcemente
lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se va
chi mai sarà
chi mai sarà quell'uomo in frak.
A dieu, a dieu, a dieu, a dieu, addio al mondo intero
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un attimo d'amore
che mai ritornerà.
Modugno
09:30 Scritto da: giampierozenit in brani e racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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ore 06,35...
ore 06.35
La notte insonne sembra essersi consumata in pochi attimi. Solo con i miei pensieri avanzo lentamente da ovest verso est. Alla mia destra un mare ormai freddo dalla superficie calma appena increspata dalla brezza gelida dell'alba. La sagoma scura di una gigantesca macchina aliena dai contorni definiti si staglia netta nel chiarore della luce nascente. L'escavatore ha la benna stranamente sollevata come se il potente diesel avesse terminato il carburante in quel momento e il conduttore del mezzo si fosse dissolto nel nulla. E' tempo di bilanci. Molti dovrebbero ringraziarmi. Malgrado abbia avuto tutto non devo nulla a nessuno se non la gratitudine all'unica persona che ho voluto mi rimanesse accanto. Neppure la salute mi ha mai tradito. Presumibilmente è ancora lontano il giorno che dovrò abbandonare l'unica vita che mi è concessa, spero di avere la lucidità per riderne beffardo, mi ha negato quegli occhi che ho sempre immaginato, gli unici capaci di scrutarmi nell'anima e leggerne i pensieri nell'intimo più profondo... ma quegli occhi... sono solo la proiezione del mio desiderio....
giampiero
09:27 Scritto da: giampierozenit in brani e racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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a che serve...
...cercare termini nuovi per essere diverso. Le parole finiscono e non bastano per descrivere un tramonto che non sarà mai uguale ad un altro... e solo nella semplicità tento di trasmettere un'emozione... tento, pur sapendo che non riuscirò mai. E così quella palla di fuoco dalla circonferenza netta e definita nell'aria tersa e limpida si riflette sul mare e lentamente si corica dietro le basse colline... mi allontano arretrando in una lenta zumata mentre i raggi tesi non mi abbandonano... ancora indietro... sfilano i tronchi delle piante d'alto fusto senza fermare queste lame ostinate che senza poter curvare tuttavia mi trovano.. quest'amore così forte... così fragile... impossibile da vivere... impossibile d'abbandonare..
09:25 Scritto da: giampierozenit in brani e racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giampiero, zenitsulmare, eros soft, ironia, sentimento, racconti | OKNOtizie |
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